maria, angelina e rosalia di girolamo

mercoledì 29 febbraio 2012

alla fine della festa

...la festa stava terminando, le 5 del mattino e duecento persone che, stanche dopo aver danzato per ore, andavano via a poco a poco.avevo iniziato a farle ballare verso le 8 di sera, era la festa del Cerchio, rivista che a Sassari non si pubblica più, e ora mancava un brano che li accompagnasse nel viaggio di ritorno.quello che ho postato qui sotto...buonanotte a te che l'ascolti.

geoffrey oryema-makambo

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andrea pazienza-il segno di una resa invincibile

ravatan-tarantolati di tricarico

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il bacio

Non lo avevo mai visto così ubriaco, o almeno, così sciolto nella sua ubriachezza.era tornato a casa dopo un pranzo di compleanno che durava da sei ore.dondolava nel suo sorriso.salutò e chiese un bacio alla moglie.non il solito bacio di saluti.voleva un bacio vero sulle sue labbra, sulla sua lingua, sui suoi denti avvinazzati.lei non era d'accordo, non era ubriaca, né disposta a baciare in pubblico a quel modo e poi non si sentiva bene.ma lui un bacio voleva e vide Cloe, che seduta accanto a me, guardava un film in televisione.quindi chiese un bacio a lei.lo chiese a parole e poi cercò di averlo coi fatti.Cloe lo baciò sulla guancia ma quando le mani di lui, mani alcoliche e piene di intenzioni, le si avvicinarono, si mise rigida, come spine di riccio.tutto mentre ridevamo.la moglie lo prese per la cintura, da dietro, e lo tirò momentaneamente via.ma quella sera teneva il bisogno, l'urgenza, la voglia di un bacio.lo cercò ancora nel posto più facile, ma lei, seria, continuava a tenerlo distante e lui tornò verso me e Cloe e riprese il gioco.Cloe, che gli voleva bene, non trovava parole per toglierselo dai piedi e usava le mani, promettendogli un calcio sulle palle e ridendo.si prese due:"stronza, non capisci niente, non ti serve a nulla leggere quanto leggi, se non puoi baciarmi", ma detto più con tristezza e desiderio che con rabbia.mise musica mariachi ad alto volume e a quel punto il film in televisione non aveva senso guardarlo; c'era lui, la sua sbronza, la sua danza solitaria da uccello ubriaco e il bisogno enorme di un bacio,di un seno da toccare, di un culo da stringere.non gliene fotteva nulla del posto, di chi fosse lì, di chi lo avrebbe baciato.la moglie, Cloe, io o Bruno, che era appena arrivato.
                                                              un bacio
voleva quello, per l'insopportabile solitudine in cui si era cacciato, per tutte le volte che gli era stato rifiutato, per il suo letto freddo, per l'atroce distanza che lo divideva dalla moglie, perchè il suo corpo era stufo di stare alla periferia del suo cervello; per i suoi bisogni e sentimenti.per tanto altro ancora.e non c'era nessuno a darglielo e non per cattiveria ma per onestà.nessuno se la sentiva.
e allora ballava con l'aria, schivando sedie e divano e tornando a chiedere a Cloe e poi a Teresa, che lo aveva appena visto.ma Teresa ballò tenendolo di fianco perchè lui mimava di scoparsela, muovendo avantindietro il culo.riuscì solo a stringerle un seno, sotto lo sguardo offeso di sua moglie.poi ritornò alla sua teoria libertaria in quel momento, secondo la quale tra amici può e deve succedere di tutto.questa era la sua polpa di ostrica quasi sempre chiusa.a lui non importava che la donna lo volesse, bastava il suo di desiderio, ma solo perchè in qualche altro momento le sue amiche avrebbero potuto chiedergli le stesse cose, e lui avrebbe ricambiato tutto, anche in momenti in cui la voglia fosse mancata.era la sua teoria del bisogno, che da qualche profondità veniva a galla trasportata da una grande corrente alcolica.
le donne rispondevano, dicendo che a lui non avrebbero potuto chiedere un bacio col risucchio, in un posto pubblico, quando quella sbronza fosse passata.lui parlava di farlo in privato, mica in pubblico e noi eravamo il suo privato, le persone che assistevano e partecipavano al suo sputtanamento.
e io pensavo allora a quella solitudine dichiarata, a quelle parole bisognose e mi veniva malinconia di lui, della sua vita e della mia che non sapeva e poteva dargli un bacio.lo vedevo come uno dei tanti esempi di tristezza orgogliosa e debole, di abbandono non voluto.e lo sentivo più vero, senza la maschera allegra di altre volte, di altre sbronze.e,anche adesso, non so dire se fosse giusto negargli un bacio, un seno, un culo e qualche metroquadro di pelle da accarezzare,da baciare.
ma è quello che nessuno fece quella sera, aspettando che tornasse normale, che la musica lo calmasse, che il sonno e la stanchezza ci levassero dal cuore lui e il peso dichiarato del suo bisogno.

baldo autunno millenovecentonovantasei

cetta cacciola

20agostoduemilaundici

Mi chiamo Cetta Cacciola.31 anni.
"è da tre giorni che sono a casa mia,tra mio padre
mia madre,i miei fratelli,i miei figli
ed ho riacquistato la pace che cercavo"
Avevo sedic'anni e Salvatore era bello
la fuitina già scritta.
La prima figlia dentro il mio corpo felice.
Salvatore mi regalava botte
e una pistola puntata addosso
mi regalava freddo e maleparole.
Ma era il mio matrimonio
e me lo tenevo.
Mio padre,il mio padrone
mi accarezzava con pugni e calci
in pancia,sul petto
fino a sfondarmi le costole.
Mio fratello diceva solo che io ero
una piccola troia lurida.
Mia madre,donna,donna,donna come me
stava zitta.
Il mio sangue non voleva morire
artigliava la vita
sputava speranze migliori
e scopriva un uomo col respiro napoletano
a lui si affidava
come il mio sguardo di risate cancellate.
Lui mi seguiva a Genova e Bolzano
e qui a Crotone.
Anche adesso.
La mia finestra sulla vita è stato.

A chi dire addio
mentre l'acido si mangia la mia lingua
la mia gola?
Ai miei figli,all'unico che mi ha amata.

Agli altri uno sputo sulle loro tombe.






Per Maria Concetta Cacciola nata e morta a Rosarno.
Tra virgolette le sue parole in un memoriale.
Un grazie a Enrico Fierro che ne racconta sul Fatto Quotidiano il 10 Febbraio 2012,per le parole che gli ho rubato.





baldo diecifebbraioduemiladodici

martedì 28 febbraio 2012

song to a siren-tim buckley

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song to a siren-tim buckley testo e traduzione

Long afloat on shipless oceans
I did all my best to smile
til your singing eyes and fingers
Drew me loving to your isle
And you sang
Alla deriva in mari deserti
facevo del mio meglio per sorridere
fino a che le tue dita e i tuoi occhi ridenti
non mi hanno attirato verso la tua isola
e tu cantavi: (1)
Sail to me
Sail to me
Let me enfold you
Here I am
Here I am
Waiting to hold you
"Fai vela verso di me
fai vela verso di me
lascia che ti stringa tra le mie braccia
io sono qui
io sono qui
ti sto aspettando per averti"
Did I dream you dreamed about me?
Were you hare when I was fox?
Now my foolish boat is leaning
Broken lovelorn on your rocks,
For you sing, touch me not, touch me not, come back tomorrow:
O my heart, o my heart shies from the sorrow
E' stato un sogno o tu sognavi me?
Eri tu la lepre ed io ero la volpe?
Ora la mia stupida barca sta accostando (4)
innamorati infelici (si sono) infranti suoi tuoi scogli (2)
perché tu canti "non toccarmi, non toccarmi, ritorna domani"
oh il mio cuore, oh il mio cuore rifugge dal dolore
I am puzzled as the newborn child
I am troubled at the tide:
Should I stand amid the breakers?
Should I lie with death my bride?
Hear me sing, swim to me, swim to me, let me enfold you
Here I am, here I am, waiting to hold you
Sono confuso come un bimbo appena nato
sono turbato di fronte alla marea:
Rimarrò tra quelli che si sono infranti?
Mi stenderò con la morte come mia sposa?
Puoi ascoltarmi cantare: "Nuota verso di me, nuota (3) verso di me,

 lascia che ti stringa tra le mie braccia
 sto aspettando per averti"
 

brigante se more-musica nova

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mio padre era un carabiniere

mio padre era un carabiniere
cappotto pesante e fasce ai piedi.
era l'uomo dei conigli
perchè avvisava gli affamati,quelli asciugati dalla guerra,
delle sue ronde notturne.
gli ultimi,la pancia gonfia d'aria
passavano dopo il suo giro
entravano nei latifondi,sui loro terreni dimenticati
per prendere i conigli al padrone
per riprendersi farina e olio
ombre notturne per sfamare i figli.
mio padre era un uomo
con paura e gioia e rispetto.
conosceva i padroni
baroni,mafiosi,arcipreti.
li guardava come il pastore i lupi.
e sapeva tutti i nomi dei senza nome,
quelli dimenticati da ogni dio
nelle loro case fatte di muri di miseria.
a Genova non sarebbe andato
a marciare contro le mani alzate degli indifesi
non lo avresti visto a Chiomonte
aspettare il volo elettrico di Luca Abbà.
sarebbe andato via prima
avrebbe sentito il tanfo dietro gli scudi e i manganelli,
avrebbe saputo chi difendeva i padroni
chi per odio e panico
scendeva in piazza ceco,muto, sordo e armato.
non era un cane tra i cani.
era l'uomo dei conigli
della mano tesa,
delle parole complici,
quello che salvava i giusti dalla giustizia
facendosi regalare abbracci e ricordi.

co sang-int'o rione testo e traduzione

Testo Int o rione



[Rit - 'Ntò]

Ce truov int o' rione
nun me sent bbuon mammà
ch' me succer
e' frat mi so fummn ancor
e dint e fras nost
a rivoluzione
chist è o' sole nuovo
o'ssaje ca è mal ammor

[Rit - O' Luchè]

Ce truov int o' rione
nun me sent bbuon mammà
ch' me succer
e' frat mi so fummn ancor
e dint e fras nost
a rivoluzione
chist è o' sole nuovo
o'ssaje ca è mal ammor

[Rit - 'Ntò]
[Rit - O' Luchè]


['Ntò]

se... for re' Mmachin fumann' ngopp e' cuofn
primm e faticà o microfn
e' cose ross a chi ce' prova
e' troie a chi se trov'
luc produce
e dint e' strofe e' poveri e e' journe nfami ca' t fann movr
se è ddo' rione chi sta arint vest bbuon
a mujer spenn e s' pomp o uaglion c' venn
int o' rione e nun saje chi è over
t'offro nu taglio addo' barbier e po t'arrobb
tremm e mentr astregn' o' fierr ncap ten l'ombra
frat contro a frat
miet't pur a mana nfront
ma nat le aizzà
comm a' cap e chi port' e' mmasciat
stu munn zuopp nun so' piglia o' mmeglio e nuje


[O' Luchè]

Vutt ll'acqua pecchè l'arij e cchin e rragg' frà
so frat ncatenat
e a vit scorr annanz all' uocchie mentre fuje frà
io sto' cca' ammiscann caffè latte cappuccino
femmn rirn'
e a' capa mia ca' nu' cammin
io so' crisciuto cu chi mpenn e cagna e mmarcie che mman
semp vestut' firmat
senza bisogno r'e' pat
e mmo
ce vir rint' e' mmachin che rot cchiù gross rè cap nost
e fann' appost si nu ce guardn'
ma io nun song o' classic piscazziell e napule
ca s' sent a d'alessio e aropp fà l'uocchie accattiv
e schif' a tutt quant e tutt a' coc ca se tirn'ngopp e spusarizij
ce so stat addò s'accir l'arte
io rappresent a vit o'ver
che che mman ngopp e ringhiere
addo ò piacere s'ammsur a strisce
ammirazion' p' chi è ricc senza rischij
a' strad comm ispirazion pe fa' e disc


[Rit - 'Ntò]
[Rit - O' Luchè]
[Rit - 'Ntò]
[Rit - O' Luchè]


[O' Luchè]

Ca' S'abbin a cint ca' 9 e vvintun
e cellular squilln'
e facc e' 40 Ann schijn' a quant cost cost
e' vvir sott all'uocchie
a'rrob scav
a strad a' rat n'at esam
e nun m'par stran
e man e man
che figlj nuost
s'fann uommn primm e se fa ruoss
chest o'ssaje che va a Cerozz
io mo sto' cca co' fon mman
aspettan ca o'sang evapr
guardann e cunt e'trasr
e' tutt e frat mi
primm mpenn'n e po mor'n e s'abbrucian
p' trament e rrim nost son'n
e c' mann'n 1500 guardij e cchiu [mmerd]
e' ffermn' man un e nuje
pcchè a famm alluc
a' piett annur sacc' ca' a pace e n'utopia
p' cchest io port a' rragg miezz a via
p'cchè sti tarandell s'magn'n a faccia mia
e io nun so' stanc
e cchiù me'ddan e cchiù me' ppiglio


['Ntò]

A' nvidij arrosc
e a'mmricin è a music
tu ch' me' ric
io cresc muscl e ven e' ccaric senza tabbacc
senza n'abbraccio e' facc nfonn'r
n'nnill s' fann uommn che' ssacc chien
chi è d' ccà sap c'rè
chi vuless essr ce' fà vrè quanti compless ten
copij l'accent rè ccas popolar
cu' ati consonant e ati vocal
staje mal aropp 8 butteglie
a genta nost ra' germania vonn o'meglio
pochi bagagli e ssord rint e' bust e plastic
buoni uagliun
fott'n o stat che cappott fav'z
ma senza bott
è tutt appost ogg a' vit cost [O' Luchè]
t' vern elegant
t' ten'n ncann
so' ridicl n'è dic e nomm llor
comunic nu' giudic
l'ammor è l'unic ca addor ancor
e s' perd int'o rion frà


[Rit - 'Ntò]
[Rit - O' Luchè]
[Rit - 'Ntò]
[Rit - O' Luchè]


Traduzione in Italiano



[Rit - 'Ntò]

ci trovi nel rione
non mi sento bene mamma
che mi succede
i fratelli miei lo fumano ancora
e nelle frasi nostre la rivoluzione
questo e' lo suono nuovo
lo sai che e' malammore

[Rit - O' Luchè]

ci trovi nel rione
non mi sento bene mamma
che mi succede
i fratelli miei lo fumano ancora
e nelle frasi nostre la rivoluzione
questo e' lo suono nuovo
lo sai che e' malammore

[Rit - 'Ntò]
[Rit - O' Luchè]



['Ntò]

si…fuori le macchine fumando sopra i cofani
prima di lavorare il microfono
le cose grandi a chi ci prova
le troie a chi se le trova
luca produce
e nelle strofe i poveri e i giorni infami che ti fanno muovere
se e' del rione chi sta dentro veste bene
la moglie spende e si pompa il ragazzo che vende
nel rione e non sai chi e' vero
ti offro un taglio dal barbiere e poi ti rubo
trema mentre stringe il ferro in testa tiene l'ombra
fratelli contro fratelli
mettiti pure una mano in fronte
ma l'altra la devi alzare
come la testa di chi porta le notizie
questo mondo zoppo non si prende il meglio di noi..


[O' Luche]

butta l'acqua perche' l'aria e' piena di rabbia fra'
sono fratelli incatenati
la vita scorre davanti agli occhi mentre fuggi fra'
ed io sto qua mescolando caffe'-latte cappuccino
femmine ridono
e' la testa mia che non cammina
io sono cresciuto con chi impenna e cambia le marce con le mani
sempre vestiti firmati
senza bisogno dei padri
ed adesso
ci vedi nelle macchine con le ruote piu' grosse delle nostre teste
e fanno finta se non ci guardano
ma non sono il classico tipo di Napoli
che si sente a d'alessio e dopo fa gli occhi cattivi
io li schifo a tutti quanti e tutta la coca che si tirano ai matrimoni
io ci sono stato dove si uccide l'arte
rappresento la vita vera
quella con le mani sulle ringhiere
dove il piacere si misura a strisce
ammirazione per chi e' ricco senza rischi
la strada come ispirazione per fare i dischi


[Rit - 'Ntò]
[Rit - O' Luchè]
[Rit - 'Ntò]
[Rit - O' Luchè]



[O' Luche]

qui si abbina la cintura con la 921
i cellulari squillano
facce di 40 anni tirano a quanto costa costa
li vedi sotto agli occhi
la roba scava
la strada ha dato un altro esame e a noi non sembra strano
e mano e mano
con i figli nostri
si fanno uomini prima di farsi grandi
e questa sai che va a ciro
io mo sto qua con il phono in mano
aspettando che il sangue evapori
guardando i conti entrare
e tutti i miei fratelli
prima impennano poi muoiono e si bruciano
ed intanto le nostre rime suonano
ci mandano 1.500 poliziotti in piu'
non fermano a nessuno di noi
perche' la fame urla
a petto nudo so che la pace e' un'utopia
per questo porto la rabbia per strada
per questo le tarantelle si mangiano la faccia mia
ed io non sono stanco
e piu' me ne danno e piu' mene prendo


['Ntò]

invidia rode
e la medicina e' la musica
tu che mi dici
io cresco muscoli e vene e carico senza tabacco
senza un abbraccio la faccio bagnare
bambini si fanno uomini con le tasche piene
chi e' di qua sa cos'e'
chi lo vorrebbe essere ci fa vedere quanti complessi ha
copia l'accento delle case popolari
con altre consonati e altre vocali
stai male dopo otto bottiglie
la gente nostra della germania vuole il meglio
pochi bagagli e soldi nelle buste di plastica
bravi ragazzi
fottono lo stato con i cappotti falsi
ma senza botte
e' tutto a posto oggi la vita costa [O' Luchè]
ti vedono elegante
ti tengono in gola
sono ridicoli non dico i loro nomi
comunico non giudico
l'amore e' l'unico che odora ancora
e si perde nel rione frà

Rit x2