maria, angelina e rosalia di girolamo

mercoledì 29 febbraio 2012

cetta cacciola

20agostoduemilaundici

Mi chiamo Cetta Cacciola.31 anni.
"è da tre giorni che sono a casa mia,tra mio padre
mia madre,i miei fratelli,i miei figli
ed ho riacquistato la pace che cercavo"
Avevo sedic'anni e Salvatore era bello
la fuitina già scritta.
La prima figlia dentro il mio corpo felice.
Salvatore mi regalava botte
e una pistola puntata addosso
mi regalava freddo e maleparole.
Ma era il mio matrimonio
e me lo tenevo.
Mio padre,il mio padrone
mi accarezzava con pugni e calci
in pancia,sul petto
fino a sfondarmi le costole.
Mio fratello diceva solo che io ero
una piccola troia lurida.
Mia madre,donna,donna,donna come me
stava zitta.
Il mio sangue non voleva morire
artigliava la vita
sputava speranze migliori
e scopriva un uomo col respiro napoletano
a lui si affidava
come il mio sguardo di risate cancellate.
Lui mi seguiva a Genova e Bolzano
e qui a Crotone.
Anche adesso.
La mia finestra sulla vita è stato.

A chi dire addio
mentre l'acido si mangia la mia lingua
la mia gola?
Ai miei figli,all'unico che mi ha amata.

Agli altri uno sputo sulle loro tombe.






Per Maria Concetta Cacciola nata e morta a Rosarno.
Tra virgolette le sue parole in un memoriale.
Un grazie a Enrico Fierro che ne racconta sul Fatto Quotidiano il 10 Febbraio 2012,per le parole che gli ho rubato.





baldo diecifebbraioduemiladodici

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